“Un ricordo di Robert Monroe” di Guido Ferrari

L’amico Davide Rozzoni mi chiede di scrivere qualche riga sul mio incontro con Bob Monroe. Lo faccio molto volentieri, segnalando ai lettori che nel mio libro “Un lungo viaggio. Il ritorno alla sorgente” troveranno molte pagine su questo straordinario personaggio e sulle mie esperienze al Monroe Institute (TMI). Nel 1992 girai per la televisione svizzera un documentario dal titolo “Entronauti”. In quell’occasione accompagnai il sensitivo Harald Wessbecher in Virginia da Monroe che lo accolse come un figlio. Wessbecher era stato un “Explorer” nei primi anni delle ricerche di Monroe sugli stati di coscienza. Sdraiato su di un letto ad acqua, in una cabina insonorizzata – chiamata “The Boot”-, al buio, con le cuffie sulle orecchie e con i sensori sulla testa l’explorer faceva i suoi viaggi, sostenuto dal suono Hemi-Sync elaborato da Monroe. Riferiva al microfono in diretta le sue esperienze a Monroe che, in una cabina di monitoraggio, vedeva su alcuni schermi i cambiamenti della sua attività cerebrale, in base ai quali modificava i suoni per sostenere il suo viaggio. Monroe ci fece fare un giro nell’istituto e mi mostrò “The Boot”: mi sembrò di entrare in un film di fantascienza! Anni dopo feci anch’io un viaggio nel Boot guidato da Skip Atwater, a lungo responsabile della ricerca al TMI e prima di allora capo del progetto di spionaggio psichico Stargate delle agenzie di intelligence americane. Monroe ci invitò nella sua bella villa nel bosco poco sopra l’istituto per un aperitivo, un’occasione per porgli domande, per conoscerlo in modo informale. Si stabilì un ottimo rapporto che mi permise di realizzare una lunga intervista a Monroe -con Julie Mazo-, oggi visibile su Youtube. Nell’intervista Monroe raccontò divertito la sua prima esperienza fuori dal corpo in cui si vide da sotto il soffitto giù nel letto con sua moglie e per cui credette di essere morto. Raccontò poi dei viaggi fuori dal corpo durante i quali visitava case di amici a cui poi riferiva dettagli per provare che quello che raccontava era vero. Poi si cimentò in viaggi lontani centinaia di chilometri, ad esempio raggiungendo dalla Virginia New York, e, avendo capito che la distanza era ininfluente, in viaggi sulla superficie lunare e tanto altro. Alcune esperienze lo portarono in dimensioni in cui incontrò esseri con corpo umano e non umano, nonché con esseri senza corpo che poteva percepire come campi di energia. Prese contatto con questi differenti esseri e ricevette comunicazioni importanti per la sua comprensione della struttura della realtà e del significato della vita. I suoi tanti viaggi, mi disse, gli avevano fatto capire che non siamo il corpo, ma siamo coscienza che sta in un corpo che un giorno lasceremo. Ora abbiamo un corpo per fare esperienze umane, senza corpo facciamo altri tipi di esperienze. Chiesi a Monroe quale fosse, secondo lui, lo scopo ultimo della vita umana. Allargò le braccia e si abbandonò sulla poltrona. Vincendo qualche resistenza a entrare in questi temi speculativi, rispose che lo scopo è il progresso della coscienza, il suo affinamento, il viversi coscientemente come spirito. Disse che forse gli uomini avevano dimenticato la loro origine e lo scopo della vita. Erano rimasti inebriati dai piaceri del corpo, al punto di dimenticare il loro compito. Disse, a conclusione dell’intervista: “Il mio desiderio più grande è quello di incontrare un giorno il creatore di tutto questo e di stringergli la mano, di dirgli che è un grande inventore, un grande architetto”. Monroe era commosso, il suo sguardo era lontano. Fu una grande intervista. Era affascinante ascoltare il racconto di questo pioniere, di questo viaggiatore coraggioso. Monroe era un uomo concreto, molto fisico, che non amava le speculazioni, il fantastico. Era un ingegnere, uno sperimentatore. Le sue esperienze lo avevano portato in un mondo ben conosciuto dagli sciamani che ne avevano disegnato mappe, descritto paesaggi e abitanti, utilizzando il suono del tamburo. Altri avevano usato la meditazione, i mantra, lo yoga, la danza, il digiuno per superare il continuo discorso della mente ed entrare in questi spazi. Monroe era a suo modo uno sciamano del nostro tempo che viaggiava con suoni prodotti dalla tecnologia e non dal tamburo. Un ultimo ricordo: il Monroe Institute è un luogo speciale. Ogni volta che mi presentavo a un nuovo corso- ho frequentato numerosi seminari al TMI-, sulla porta del centro sentivo dentro di me una presenza che mi accoglieva con affetto e che mi diceva che tutto sarebbe andato bene. Potrà sembrare strano, ma più volte ebbi l’impressione che sulla porta ci fosse Bob Monroe, il ricercatore e fondatore dell’istituto che avevo conosciuto e intervistato. Sentii la sua presenza benevola e divertita anche durante alcuni seminari. Ne parlai a Carol Sabick, mia cara amica scomparsa pochi anni fa e direttrice dell’istituto, che mi disse che non ero il solo ad avere questa percezione… Monroe era un ingegnere, un uomo concreto, refrattario al fantastico, allo speculativo, un ricercatore che sapeva entrare nel suo laboratorio interiore ed esplorare gli stati di coscienza in modo fresco, diretto, coraggioso, indipendente. Le sue esplorazioni lo avevano portato nei territori dei mistici, degli sciamani ma seguendo, in solitaria, un suo sentiero, riscoprendo la grande saggezza perenne, la grande armonia che è da sempre in noi e che aspetta solo di essere ritrovata e vissuta: egli ci ha indicato il cammino verso la sorgente.

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Note di Davide Rozzoni, Outreach Trainer del Monroe Institute

Guido Ferrari è un giornalista, regista, produttore e un amico del Monroe Institute. Un uomo distinto e dai modi garbati che non passa inosservato.

Grazie a lui abbiamo a disposizione su YouTube questi straordinari documentari che parlano anche del Monroe Institute

  • Entronauti, viaggi della coscienza” Descrizione dal sito: Il documentario mostra le esperienze di alcuni partecipanti ad un seminario di Harald Wessbecher: viaggi fuori dal corpo, viaggi in altre dimensioni. A New York viene intervistato sul tema il celebre studioso di parapsicologia Carlis Osis. Con Wessbecher si va dal suo maestro Robert Monroe dove, nel suo istituto in Virginia, assistiamo ad alcuni esperimenti condotti da Skip Atwater. Da segnalare la lunga intervista a Robert Monroe.

NB di Davide Rozzoni: quanto avviene dal minuto 31 e 40″ a 35’51” (canalizzazione di una entità da parte di Wessbecher) non rientra tra le pratiche del Monroe Institute.

  • Spionaggio Psichico” Descrizione dal sito: L’inchiesta si occupa dello spionaggio fatto mediante sensitivi. È un tema poco conosciuto e affascinante. Intervengono tre dei principali esponenti del programma segreto degli Stati Uniti, il programma Stargate: Russell Targ, Skip Atwater, Joseph McMoneagle.
  • Una intervista a Robert Monroe” (di Guido Ferrari e Julie Mazo in lingua inglese) Descrizione dal sito: Robert Monroe was a pioneer of studies on consciousness. The interview is a rare document because he tells his evolution from out-of-body experiences to multidimensional travels. Nota di Davide Rozzoni: unicamente per quest’ultimo video in inglese per attivare i sottotitoli in italiano (generati automaticamente da YouTube e quindi anche contenenti errori) andiamo al video su YouTube e clicchiamo sulla rotellina (impostazioni) in basso a destra. Poi clicchiamo su “sottotitoli” e quindi clicchiamo su “inglese (generati autonomamente)”. A seguire clicchiamo su “sottotitoli (1) inglese generati automaticamente” e sulla nuova mascherina che si apre clicchiamo su “traduzione automatica” e andiamo a selezionare la lingua italiana (italian).

Nel suo canale YouTube sono disponibili tanti altri documentari sugli UFO, sulla medianità, NDE, Reincarnazione, Metafonia e anche interviste al Dalai Lama, a Elisabeth Kübler-Ross, a Erwin Lazlo per citarne solo alcune.

Nel 2020 Guido Ferrari ha pubblicato la sua autobiografia spirituale dal titolo “Un lungo viaggio. Il ritorno alla sorgente”. Egli la descrive in questo modo:

“Questo libro è il resoconto del mio viaggio alla scoperta del grande segreto che sta in noi: in noi vi è un’armonia indistruttibile, vi è gioia e bellezza. È il mio viaggio alla sorgente. Ho rivisitato i momenti topici della mia vita, i punti di svolta, lasciando affiorare ricordi, sogni, visioni e riflettendo su di essi, alla ricerca di senso. È un viaggio intimo: una autobiografia spirituale. Non è un libro teorico, astratto. Parla delle mie esperienze, in tutta umiltà, certo. Ho incontrato grandi personaggi come il Dalai Lama, Erich Fromm, Eugène Ionesco, Karl Popper, Simon Wiesenthal, mi sono occupato delle esperienze in punto di morte con la psichiatra svizzera Elisabeth Kübler-Ross, delle esperienze durante la meditazione con grandi Lama, degli stati di coscienza, della realtà multidimensionale, dell’enigma UFO e di tanto altro. Ripercorro in particolare i sentieri principali della mia ricerca: il sentiero della psicoanalisi, del buddhismo, dello sciamanesimo. Il libro tratta di temi che hanno un valore universale e che interessano uomini e donne di qualsiasi tradizione spirituale.”

Da segnalare che in quest’opera c’è un intero capitolo dal titolo ”Esplorazioni del mondo interiore” in cui l’autore parla di Robert Monroe, dei corsi avanzati a cui ha partecipato al Monroe Institute, stati di coscienza, realtà multidimensionale e tanto altro.

Il libro è disponibile su Amazon, IBS, Feltrinelli, Il Libraccio, Mondadori Store

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Riferimenti di Guido Ferrari

Sito Internet

https://guidoferrari.jimdofree.com/

YouTube

https://www.youtube.com/channel/UCQtpz4dSNlosPTKy71eCWEQ

Riferimento di Davide Rozzoni

Sito Internet

www.hemisync.it

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Questo documento può essere distribuito liberamente a patto che non venga alterato minimamente il contenuto.

© Guido Ferrari 2020

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